Fontana di Paolo Quinto nella piazza di San Piero in Roma
Ondosa mole, ognor d'acque feconda,
Appiè del Vaticano il capo estolle.
L'alto di spuma è biancheggiante, e l'onda,
Benché gelida sia, gorgoglia e bolle.
Quasi corona, il marmo orna e circonda
Misto a perle stillanti argento molle.
Cade un fiume d'intorno e l'aria inonda,
E par che procelloso ondeggi un colle.
Meraviglie di Paolo: i marmi e i monti,
Novo Encelado santo, inalza e muove,
E trae, novo Mosè, da pietre i fonti.
E mentre è il ciel sereno, il nostro Giove,
Che i torrenti sotterra al cenno ha pronti,
Gl'inalza, e senza nube i nembi piove.