Fra la solitudine della villa biasima la corte
Verdi poggi, ombre folte, ermi laureti,
Perpetui fonti, limpidi ruscelli,
Mormoranti e canori aure ed augelli,
Vaghe piagge, odoriferi mirteti;
Antri e silenzi solitari e queti,
Valli romite e boschi orridi e belli,
Tremule fronde, teneri arboscelli,
Siepi rosate, pallidi oliveti;
O quanto or godo, abitator selvaggio,
Più che morta speranza, un verde vivo,
Più che regio splendor, l'ombra d'un faggio!
Deh, quanto più qui desiando vivo
Povera libertà ch'alto servaggio,
Più che sete d'onor, sete d'un rivo!