FRAMMENTO DI UN'ODE SULLA CHINACHINA

By Giuseppe Parini

Oh corteccia possente, oh raro dono

Che, per uman conforto,

Fin dal regno degl'Inchi il mar traduce,

Poi che fu tua mercè, se or salvo io sono,

A te fervida luce

D'eterni carmi debitore apporto;

Sì che in Parnaso a gloria tua si veggia

Quanto a me sii più cara

Di questa fronda avara

Che le mie tempie inutilmente ombreggia.

Lasso! fra pochi giorni interno foco

Di febbre contumace

Erasi ancor ne le mie vene accenso.

E ben che un dì parea lenisse un poco

Quell'empio ardore intenso,

Ah l'altro, ahimè, quanto venia più audace!

Così tiranno a cui fierezza è scudo

Sa incrudelir più lento

Coll'industre tormento

Onde al confronto poi torni più crudo.

Ma tu per me fosti l'eroe che vola

In soccorso de' buoni,

Seco traendo insuperabil forza:

E tra il popol che piagne e si consola,

Corre a la reggia, sforza

Le ferree porte; e in fra le grida e i suoni

Entra, e col ferro minacciando stride,

E la truce coorte

E i ministri di morte,

E il fier tiranno in un momento uccide.

Tal tu venisti: e in un balen sen giacque

Dal valor che t'inspira

La mia febbre tiranna oppressa e spenta.

Dolce riposo che nel sen mi nacque

Calmò la víolenta

Turba de' nervi, e i fieri moti e l'ira...