Francesco Maria della Rovere Duca di Urbino.

By Giovambattista Marino

La Real QUERCIA, che superba spande

l'ombre sue sacre in riva al bel Metauro,

il cui ceppo al soffiar d'Ostro e di Cauro

vie più divenne ognor stabile e grande,

per me, qual già solea rustiche ghiande,

fior' produsse d'argento, e frutti d'auro.

Per me de' rami ingiuriosi al Lauro

venner le Muse ad intrecciar ghirlande.

Io féi d'illustri augei le belle fronde

nido soave; e d'aureo mèl fec'io

da la scorza stillar vene feconde.

Quindi rigata dal Castalio rio

fin presso al Ciel da le felici sponde

portò scritto sa 'l tronco il nome mio.