Gaio Catullo.

By Giovambattista Marino

Quante furo le faci

del tuo soave foco,

e quanti erano i baci

che tu chiedevi a la tua Lesbia in seno,

tante vorrei, né meno

rime sacrarti, o candido, o fecondo

del Latino splendor lume sereno;

ma taccio, e mi confondo,

perch'ogni stile a le tue lodi è roco,

e chi le può contar, ti loda poco.