Giosuè.

By Giovambattista Marino

O Fidanza gentile, e che non pote

umile affetto di chi Dio ben cole?

De l'aureo carro le volubil' rote

inchiodai per virtù d'alte parole,

ed arrestai con efficaci note

la fuga velocissima del Sole,

che tenne per far luce a l'opre mie

qual paggio in man la fiaccola del die.

Stupì Natura, e le sue leggi rotte

ammirò 'l Ciel, che 'l corso a fren ritenne.

L'Ore oziose ad aspettar la Notte

si fermaro sospese in su le penne.

Ed ella fuor de le Tartaree grotte,

visto immobile il Moto, oltre non venne;

ond'ebbe il suo riposo, e 'l suo cammino,

tardo il Pastore, e lungo il Peregrino.