(Giovanni Del Raggio)
La superba, la 'nvidia e l'avarizia,
c'ha preso albergo dentro da' cor vostri,
isvegliono ad ogni or gl'ingegni nostri
a far noto a ciascun vostra malizia.
O germin rompitor d'ogni amicizia,
come che vostra legge par che mostri,
abbia sbandito fuor de' vostri chiostri
ogni ordin, ogni dritto di iustizia!
O gente ontosa, maligna e suffisma,
indomita, proterva, iniqua e prava,
seminatrice di lite e di cisma!
Se non che 'l dir prolisso oggi ci grava,
certo vergato di fogli una lisma
aremo, tante cose ci abbondava.
Né rime ci mancava
a compilar vostra insaziabil fame,
che pascer non si può del nostro strame.