(Giovanni Fortini)

By Filippo Scarlatti

O almo infra' gentil mortali un sole,

o spirto peregrino, o Ganimede,

o 'ngegno alto e sublimo, onde procede

che per virtù de' cieli ognun si dole,

l'antico senno tuo e le parole

leggiadre per Minerva si concede;

Mercurio e gli altri t'hanno fatto erede

di lor virtù, ciascun come 'l ciel vòle!

Ma, quand'isguardo el citerante tiglio

nelle tuo braccia, la dolcezza parmi

di Latona sentir e 'l propio figlio.

Or muovi addunque e risonanti carmi,

non temerario el cor d'alcun periglio,

se vuoi contento in questo mondo farmi.