Giovanni Frescobaldi a Maestro Lazzaro da Padova

By Giovanni Frescobaldi

Mal va il mio ingegno infermo sanza grucciole,

serrato e chiuso in nubile e tenèbre,

mal vince il bue a correr con la lebre,

né pruovan ben nell'armi femminucciole.

S'io non so quanti calami o pennucciole,

n'è cagion ch'io son basso e voi celèbre,

onde convien che per voi si spalpèbre

l'oscure di mie mente lanternucciole.

Chi mangia bene ed al vin non innaffia

fa maggior salti che da Libra a Scorpion.

Nasce un umor; se a se stesso arrembalo,

suo è il difetto, e non fortuna o storpion.

Giro più ch'avoltoio o che giraffia,

danzando stretto al suon del vostro cembalo.