Giudit.

By Giovambattista Marino

Stringo di chi credea stringermi in seno

per la squallida chioma il teschio mozzo.

Di vin, di sonno, e di lascivia pieno

versò con l'alma l'ultimo singhiozzo;

e lavò col suo sangue il letto osceno,

ch'era d'infame amor macchiato e sozzo.

Così da doppio assedio in libertate

posi la patria oppressa, e l'onestate.