Gulglelmi Maramarii viri clarissimi cantilena moralis contra amorem incipit: loe...
Per ch'io non m'habbia sì de rime armato
Quanto bastasse per dir mal d'amore,
Che 'l cielo e il mondo ha posto in tanta furia,
Io pur dirò, sì come ho già pensato,
Del fuoco, della fiamma e de l'ardore
De doe filglie di Lotto, e de la 'ngiuria
Commesse il patre per uxar luxuria;
D'Amon e di Tamar, e de l'inghanno
Che Mirra fe' a l'ingnorante padre;
De Nino e de sua madre,
Che morì possa in doloroso affanno;
Di Blibide la fama e di Canace,
Ch'anchor si leggie al mondo e non si tace.
Pyrramo e Tisbe fortunati amanti,
E Nesso, che morì per Deianira
Sempre maldicon il tuo dorato strale;
Sanson se dole con eterni pianti,
E per Judita Olopherne sospira;
E Dido che sentì il colpo mortale,
Piange Cleopatra misera del male,
Il qual sostenne, e Phylle e Rodophea
Piangendo van con dolorosa fronte,
El crudel Demophonte
E il misero Leandro, che solea
Passar natando fra Sexto e Abydo
De ti se biasma in doloroso strido.
Grida contra di te anchora il justo,
Essendo spento dal patre Damone
Per Bersabè, che tanto tenne cara;
E l'alta voce che dal pecto uscìa
Per lo sfrenato amore di Salamone
Prevaricato a dio con vita amara.
Helena trista, che piangendo impara
L'anticha fiama che destrusse Trolglia,
Per cui Achil fo morto poi nel tempio;
E 'l doloroso exempio,
El qual condusse Roma in tanta nolglia
Conduce a memorar Brutto e Tarquino,
Il sverghognato thor di Colatino.
Li falsi amanti ch'acusar Sosanna
Del non culpato e perfido adulterio,
Pianghon de Daniel la gran vendecta.
Leni con Simeon amhor s'affanna
De Dina vendicare il vituperio,
E Adriana a l'isola soletta
Da Theseo lassata anchor s'affretta
Guardar la nave soa per l'alto mare;
E l'altra scelerata che ricercha
Come crudel novercha
Senza verghogna e senza alchun pensare.
Ypolito per far soa volglia satia
Vedi che di dolore anchor si stratia.
Di te se piange quella scoelerata,
Che de Josep fe' il falso pensiero;
E Parpia, che fo sepulta viva.
Isiphil se duol come inghannata;
Rea, che ruppe fede al monastero,
E Deydamia anchor con queste arriva.
Trova, crudele amor, chi legha o scriva
Quante hai comesse al mondo tradisone,
E vederai se suon piene le carte
De l'opera e di l'arte
Ch'ai seminata qui senza rasone
Col gran poter della tua matre Venere,
Tornando il mondo tutto quanto in cenere.
Arso hai la terra e poi ardesti il cielo
D'alor che Jove se convertì in thoro,
Portando Europa per suo dolce carcho.
Jole trista anchor si dol del cielo,
E Calidona cacciata da Coro
Caciò del boscho con mortal travarcho.
Hay! quanto è duro il brazzo e 'l tuo fiero archo!
E fera la saetta e quella corda,
Che fecci Phebo alle thesaliche onde
Per quelle trezze bionde,
Ch'anchor per fama al mondo se ricorda,
Dato per segno de eterna memoria
Per onorar poeta, e per victoria.
Semele trista anchor se duol de Jove,
Perché del presio suo sentì la fiama,
E per Nerone anchor piangne Medusa.
Almena e Leda per le false prove
Sentir del tuo bolor la seza schama.
Phasiphe con Medea già non se schusa,
Leuton anchor se ricorda del sole,
Unica filglia del possente Ymano;
E l'altra che le mano
Anchor se batte e piange come suole;
E la sua matre Venus, che si parte
Presa è alla rete col feroce Marte.
Canzon, tu dirai mal; ma dici il vero,
E potresti anchor più dir che non dici,
Tocchando le radici
Del mal ch'amor produce e 'l falso fructo
Per cui il mondo hoggi tutto è distructo.