Henrico Cornelio Agrippa.
‘Vattene a custodir l'uscio di Pluto,
fero mastin di Cerbero compagno,
ché del commercio tuo danno è il guadagno.
In catena servil t'ho ritenuto
lunga stagione; or lasso a me conviene
roder sotto il tuo giogo altre catene.
Tardi il vegg'io: chi dietro a te sen corre,
in ruina mortal termina il corso,
preda alfin del tuo artiglio, ésca del morso’:
sì disse Agrippa, e già vicino a sciòrre
l'alma dal vel, disciolse il Can d'Averno,
che legato l'avea con nodo eterno.