I (1)

By Luca Contile

Quel bel pensier che muove la mia penna,

che non arte, o natura, o caso dammi,

ma Dio me 'l porge, fuor del mondo trammi,

e ch'io fugga la morte ogni or m'accenna.

Il Tago, Sava, il Po, Tebro e la Senna

vedranno come in bel desio m'infiammi,

come securo da l'inferno fammi

e l'ale d'ogni vile amor mi spenna.

Pur ch'a Dio piaccia al fin, che le mie labbia

bramano di lodar, metter la briglia

a quel furor che le mie forze annulla.

E piaccia ch'io, rinchiuso in fragil gabbia,

erga al suo lume le mie fosche ciglia,

che 'l pensier fuor di lui risulta nulla.