I (284)
Io, che d'oltre Pirene intesi il vanto
Delle belle Arti in questo Colle ascese,
E che l'Arcadi Muse aveano accanto
Col dolce plettro a celebrarle intese,
Qui venni, e portai meco il rozzo canto,
Che primo, ha già tre lustri, Arcadia intese;
E qui 'l consacro a i chiari ingegni, e al santo
Nume, che guida le lor sagge imprese;
Ché se non vaglio insulle cime alzarmi
Del bel Parnaso, e sparger di sua luce
Gli Archi, e le Tele effigiate, e i Marmi,
Ho gloria del pensier che me conduce
Fin dall'Ibero a far d'umili carmi
Tributo a Lui, che alle bell'opre è Duce.