I (419)
O delle Donne altero e vago mostro,
Chi d'uguagliarsi a voi stolto presume,
S'in voi scintilla nuovo e chiaro lume,
Onde risplende e s'orna il secol nostro?
Ben io per eternare il nome vostro
Tento sul bel Parnaso erger le piume,
E far che d'Elicona un fonte, un fiume
Sorga di puro e non caduco inchiostro.
Ma, lasso, per poggiare a tanta meta
Non ho, Donna real, libere l'ali;
Né spero omai, se chi mi guida il vieta.
Pur chi potria, come 'l desir mio vuole,
I bei costumi e l'opre alte immortali
Portar fin dove nasce e more il Sole?