I BRINDISI

By Giuseppe Giusti

Io vi ho promesso un brindisi, ma poi

di scrivere una predica ho pensato,

perché nessuno mormori di noi,

perché non abbia a dir qualche sguaiato

che noi facciamo la vita medesima

tanto di carneval che di quaresima.

Senza stare a citarvi il

o quell'uggia del o il ,

col testo proverò che un galantuomo

può divertirsi, può mangiare e bere,

e fare anche un tantin di buscherio,

senza offender Messer Domine Dio.

Narra l'antica e la moderna storia

che i gran guerrieri, gli uomini preclari,

eran famosi per la pappatoria;

tutto finiva in cene e in desinari:

e di fatto un eroe senza appetito

ha tutta l'aria d'un rimminchionito.

Perché credete voi che il vecchio Omero

da tanto tempo sia letto e riletto?

Forse perché lanciandosi il pensiero

sull'orme di quel nobile intelletto

va lontano da noi le mille miglia

sempre di meraviglia in meraviglia?

Ma vi pare! nemmanco per idea:

sapete voi perché l'aspra battaglia

di Troia piace, e piace l' ?

Perché ogni po' si stende la tovaglia;

perché Ulisse e quegli altri, a tempo e loco,

sanno farla da eroe come da coco.

Socrate, che fu tanto riverito,

e tanto onora l'umana ragione,

se vi faceste a leggere il

scritto da Senofonte e da Platone,

vedreste che tra i piatti e l'allegria

insegnava la sua filosofia.

Ma via, lasciamo i tempi dell' ,

i sapienti e gli eroi del gentilesimo;

passiamo ai tempi della Santa Triade,

della Circoncisione e del Battesimo:

piacque sotto la il mangiare,

e piace adesso nell'èra volgare.

Tutti siam d'una tinta, e per natura

ci tira la bottiglia e la cucina:

dunque accordiam la ghiotta alla Scrittura:

anzi, portando il pulpito in cantina,

vediam di fare un corso di buccolica

tutto di balla alla chiesa cattolica.

Papa Gregorio è un papa di criterio,

e di Dio degnamente occupa il posto;

eppur si sa che il timpano e il salterio

accorda all'armonia del girarrosto;

e se i preti diluviano di cuore,

lo potete vedere a tutte l'ore.

La è piena di ghiottonerie:

il nostro padre Adamo per un pomo

la prima fe' delle corbellerie,

e la rósa ne' denti infuse all'uomo.

S'ei per un pomo si giuocò il giardino,

cosa faremo noi per un tacchino?

Niente dirò di Lot e di Noè

né d'altri patriarchi bevitori,

né di quel popol ghiotto che Mosè

strascinò seco per sì lunghi errori,

che, male avvezzo, sospirò da folle

perfin gli agli d'Egitto e le cipolle.

Giacobbe, dalla madre messo su,

Isacco trappolò con un cibreo,

e inoltre al primogenito Esaù

le lenticchie vendé da vero Ebreo:

anzi, gli Ebrei, per dirla qui tra noi,

chiedono il doppio da quel tempo in poi.

Vo' dire anco di Gionata, che mentre

Saùlle intìma ai forti d'Israele

di tener vuoto per tant'ore il ventre,

ruppe il divieto per un po' di miele;

tanto è ver che la fame è sì molesta,

che per essa si giuoca anco la testa.

Venendo poi dal vecchio Testamento

a ripassar le cronache del nuovo,

cariche, uffici, più d'un sacramento,

parabole, precetti, esempi, trovo

(se togli qua e là qualche miracolo)

che Cristo li fe' tutti nel Cenacolo.

Sembra che quella mente sovrumana

prediligesse il gusto e l'appetito;

come fu visto alle nozze di Cana

che sul più bello il vino era finito,

ed ei col suo potere almo e divino

lì su due piedi cangiò l'acqua in vino.

Ed oltre a ciò rammentano i cristiani,

e nemmeno l'eretico s'oppone,

ch'egli con cinque pesci e cinque pani

un dì sfamò cinquemila persone,

e che gliene avanzâr le sporte piene,

né si sa se quei pesci eran balene.

Ne volete di più? L'ultimo giorno

ch'ei stette in terra, e che alla mensa mistica

ebbe mangiato il quarto cotto in forno,

istituì la legge eucaristica,

e lasciò nell'andare al suo destino

per suoi rappresentanti il pane e il vino.

Anzi, condotto all'ultimo supplizio,

fra l'altre voci ch'egli articolò,

dicon gli Evangelisti che fu sitio;

ed allorquando poi risuscitò,

la prima volta apparve, e non è favola,

agli apostoli, in Emaus, a tavola.

E per ultima prova, il luogo eletto

onde servire a Dio di ricettacolo,

se dall'ebraico popolo fu detto

Arca, Santo dei Santi e Tabernacolo,

i cristiani lo chiamano Ciborio,

con vocabolo preso in refettorio.

Lascerò stare esempi e citazioni,

e cosa vi dirò da pochi intesa,

da consolar di molto i briaconi:

è tanto vero che la Madre Chiesa

tiene il sugo dell'uva in grande onore,

che si chiama la vigna del Signore.

Dunque destino par di noi credenti

nel padre, in quel di mezzo e nel figliuolo,

di bere e di mangiare a due palmenti,

e tener sui ginocchi il tovagliolo:

e se questa vi pare un'eresia,

lasciatemela dire, e così sia.

Allegri, amici: il muso lungo un palmo

tenga il minchion che soffre d'itterizia;

noi siamo sani, e David in un salmo

dice Servite Domìno in laetitia:

sì, facciam buona tavola e buon viso,

e anderemo ridendo in Paradiso.