I GRILLI

By Giuseppe Giusti

Del nostro Stivale

ai poveri nani,

quel solito male

dei grilli romani

in oggi daccapo

fa perdere il capo.

È vario il rumore:

chi predica l'ira,

chi raglia d'amore;

ma gira e rigira,

rivogliono in fondo

l'impero del mondo.

Nel Nobile guitto,

che senza un quattrino

ostenta il diritto

d'andare al casino,

vi trovo in idea,

bastardi d'Enea.

Non tanta grandezza,

o seme d'eroi

tenuto a cavezza:

ritorna, se puoi,

padrone di te,

o Popolo–re.