I
Alcone intento a la sua amata Clori,
dolcemente mirando nei be' lumi,
disse: – Voi campi, abeti, faggi e dumi,
grato ricetto ai miei felici amori,
desti benigno vento i vostri onori,
cangi Borea gli usati suoi costumi
né l'odorato umor vostro consumi,
ma veggia il verno in voi frondi, erbe e fiori.
Cada lungi da voi l'ira del cielo
né al vostro dolce albergo amaro mieta
augello o ninfa, onde si doglia e lagne;
mentre scuoterà l'alba il nero velo
dal mondo, vi sia amico ogni pianeta
né sua grazia da voi si discompagne –.