I

By Giovanni Martini

L'alta virtù di quel collegio santo

ch'adorna di Parnaso il sacro monte

con quella illustra fonte,

che fa versificando a molti onore,

spiri per grazia in me tanto valore

ch'io possa con be' versi dire in rima

la gran bellezza in prima

e poi l'alta virtù di quella, a ch'io

per servo mi son dato, e nel cor mio

non tengo altro disio, se non far cosa

che a lei sia dilettosa,

ch'io son più suo ch'io non son di me stesso.

Io, per trattar di lei come ho promesso,

comincerò a' suoi crespi capelli,

puliti sì che a quelli

d'Apollo hanno la fama e 'l nome tolto;

e nella sommità del suo bel volto,

che fa ciascuno isguardo innamorare,

vedesi a punto istare

alta lucente e spazïosa testa.

Iscorgesi più giuso a piè di questa

nere, sottili due arcate ciglia;

e pien di maraviglia

riman ciascun che guarda i suoi belli occhi,

però che vi par drento Amor che iscocchi

saette d'oro e punga altrui con elle,

e le sue guance belle

rispondon tanto quanto vuol ragione.

Il naso ha tanta bella fazïone

che fa innamorar giovani e vecchi,

puliti e par gli orecchi,

pigliando ognun la parte che gli tocca.

Deh, quanto a me ella ha più bella bocca

che di Lavinia non scrisse Vergilio,

fregiata di vermilio

co' labbri rilucenti, e, quando ride,

deh, quanto l'un da l'altro si divide,

sì che dimostra suo piccoli denti,

bianchi e rilucenti,

che l'uno allato all'altro è ben commesso!

Il mento ha tondo, piano e un poco fesso,

e tanto ben rispondon queste cose

che quel che ve le pose

debbe per certo ben sapere l'arte.

Deh, quanto bene egli è a parte a parte

fatto quel viso, al qual nïente manca,

isvelta gola e bianca,

immaculata sanza alcun difetto!

L'ampio compresso e ben composto petto,

nel qual di due pomette vi fa l'orma,

ha tanta bella forma

che appor non vi potrebbe il senno umano;

distese braccia grosse e la sua mano

bianca, sottile, vezzosa e pulita,

sottili e lunghe dita

colle unghie rilucenti e un poco tenere.

Ogni altra parte d'esta nuova Venere,

che tien coperta d'assai belle veste,

m'ha detto Amor che queste

rispondon tanto quanto ragion chiede.

Da poi ch'ella è così dal capo al piede,

a tanta bella forma io, come lieto,

dirò che Pulicreto

non la potrebbe disegnar più bella.

E sopra ogni altra donna ella favella

con atto gentil, dolze ed apuntato,

e non le segga allato

chi non è come lei pien d'onestà.

Deh, quanto ella par donna di beltà

negli atti modi suoi cotanto onesti

che par che di lei eschi

quanto esser può in donna leggiadria!

E quando va con l'altre per la via,

piglia l'andar süave e come un gru

va supra sé o più

pellegrinamente che un falcone.

Ella ha sempre con seco a ogni stagione

tanta benignità e reverenzia

che ogni contenenzia

parer faralla sopr'ogni donna degna.

E non sol la prudenza in costei regna,

ch'ell'è forte, costante e temperata

che par ch'ella sia stata

sempre governator di tutto il mondo.

Or può ir la magnanimità al fondo,

però, mentre costei al mondo vive,

può largo dir chi scrive

ch'essa ne sia sol vero sostegno.

Or pensa tu, lettor, se, fuor d'ingegno,

se a questa donna savia e virtuosa,

sottile ed ingegnosa,

se con ragion si può apporre niente.

Or dunque posso io dire apertamente

che di qualunque donna fama vola

costei per sé la 'nvola,

occupando dell'altre il favellare.

Dunque mi posso più d'Amor lodare

che gnuno amante mai al mondo fosse,

poi ch'Amor mi condusse

a amar donna d'ogni donna donna.

E più la loderei, se questa donna

fosse nel cuore inverso di me punta

coll'amorosa punta

di quel quadrel che punse il cuor d'Elèna,

o pur ch'ella sentisse quella pena

che sentì Dido del troiano Enea,

o quella che a Medea

fece a Iason acquistar tanto onore.

Se esser non può questo, io prego Amore

che almen certa la facci di mia doglia,

ched e' le piaccia e voglia

saper come io le son servo fedele;

ed ella, che non fu già mai crudele,

lieta, benigna e con un dolce aspetto,

spero che mi darà qualche diletto.