I

By Giovanni Prati

Te, che romita nel pensier mi scerni,

nel pensier ch´è mia gloria e mio martìro,

e di te lo sigilli e mi governi,

sì che tutta ti sento in ciò ch´io miro;

te del velato Olimpo eco e sospiro,

raggio sull´ombra dei pensosi averni;

te chiamo, o Psiche, e tu mi danzi in giro,

mormoratrice degli arcani eterni.

Col fiorir delle grandi attiche fole

tu, farfalletta di sideree tempre,

nascesti; e, pria che nata, eri già viva.

Or vien meco a veder qui sotto al sole

lo andar del tutto; e ti ricorda sempre

che il mondo alla speranza è poca riva.