I
Se quel soave stil che da' prim'anni
infuse Apollo a le mie rime nove,
non fusse per dolor rivolto altrove
a parlar di sospir sempre e d'affanni,
io sarei forse in loco ove gl'inganni
del cieco mondo perderian lor prove,
né l'ira di Vulcan né i tuon di Giove
mi farebbon temer mina o danni.
Ché se le statue e i sassi il tempo frange,
e de' sepolcri è incerta e breve gloria,
col canto sol potea levarmi a vuolo;
onde con fama et immortal memoria,
fuggendo di qua giù libero e solo,
avrei spinto il mio nome oltra Indo e Gange.