I
Se io potessi spriemer ne' miei versi
quel che nel tribolato cor dimora,
forse fora mestier ch'ad ora ad ora
del mio stato perverso altrui dolersi.
Omè, ch'ognora mi giungono aversi
casi, che la mia vita discolora,
onde convien che la mia alma fora
del corpo vada per luoghi somersi!
Se in te, donna mia, piatà non vène,
spero che morte finirà mie guai:
el penter poi giammai no' rivene,
nïente può valer, né valse mai.
Dammi soccorso, adunque, alle mie pene;
deh, fal, dolce signor, ché far lo sai!