I

By Vasco (e colleghi) Cai

Esser non pò nella campagna un sordo

a il progresso che vige e che ci invita:

è questo che ci dà buono ricordo,

è il progresso che regola la vita;

delle tue bon virtù non me ne scordo

ma vedi la cultur quanto è gradita,

è un'aquila sovrana, passa e vola,

è la virtù che partorì la scuola.

Se il progresso e il sapere l'uom consola

(lo so la scienza molto ha camminato),

il campagnolo andava poco a scuola,

appen le elementari ha frequentato;

ma vuol restar dove l'augello vola,

vuol falciare nel maggio il proprio prato,

vuol raccogliere fiori e gelsomini,

dopo portalli in piazza ai cittadini.

Hanno sempre bisogno i contadini

di un indirizzo per l'agricoltura,

questo gli partirà dai cittadini

perché su tutto la città vi ha cura;

doman raggiungerem gli alti destini,

nelle distanze non c'è più misura:

attraverso gli spazi siderali

oggi spingonsi gli òmini geniali.

Veniamo a patti e siamo più sociali:

molte cose la scienza ha indovinate,

p'r esempio preparasti certi sali,

certe materie che dici azotate;

di beni invece raccogliemmo i mali,

sono intere famiglie rovinate:

siccome son di prezzo un po' granite

ell'entrate son meno delle uscite.

Forse cos'è cultura non capite,

guarda p'r esempio questa lampadina,

pure nelle campagne l'avvertite,

par più che umana un'opera divina;

scientifiche scoperte preferite,

in oggi progredì la medicina,

un chirurgico poi del tutto attivo

ti prende un morto e te lo rende vivo.

Però ci hai più di un lato negativo:

l'ammalato l'è dentro all'ospedale

e viene esaminato nel suo arrivo

e tu pòi riscontrar qual è il suo male;

egli è sfinito, ma ritorna vivo

e ci occorre del latte naturale,

e' vale poco la tua medicina,

ci vuole la braciola e la gallina.

Oggi il progresso rapido cammina,

cotesta è roba che c'è sempre stata,

ma pur l'umanità fu più meschina

e menava una vita tribolata;

da quando si trovò l'alta dottrina

vedi la società si è trasformata,

c'è gli apparecchi poi televisivi

che trasmetton gli accenti più espressivi.

Si annuncian le partenze con gli arrivi

ed è quasi un fenomeno ed è stato,

però, collega, i dati positivi

gli è andare la mattina sul mercato,

comprar conigli morti e polli vivi

e bada' al latte che non sia annacquato,

e guai al cittadin se non ci trova

i polli 'oi piccion, l'agnelli e l'ova.

Di quante cose ti potrei dar prova,

tutto si costruì, non te ne avvedi?

Tutto quanto in città, vieni, si trova,

e ti levò gli zoccoli dai piedi;

poiché verso il progresso oggi si muova

forse tornare dove pria tu credi?

No, ti inganni, all'opposto oggi si avanza

perché si è dissipata l'ignoranza.

Ti prego, non aver troppa arroganza,

soltanto a ripensacci il cuor mi schianta,

pria della guerra avéamo l'abbondanza

ma se ricordi poi venía il quaranta:

tutto è distrutto e nun c'è più sostanza,

ognuno come pò cerca ed agguanta,

venii a cercare la fetta del pane

che non mangiavi da tre settimane.

Oggi da giudicar tutto rimane:

la cultura è del mondo la ricchezza,

non viviamo soltanto che di pane,

incontro andiamo a una maggior grandezza;

se tu senti suonare le campane

lui che le costruì del tutto apprezza,

gli arnesi che tu ci hai sera e mattina

si sono costruiti all'officina.

Meglio per te se uniti si cammina,

della città non chiudere il cancello

sennò sai che sarà la tua rovina,

non vedrai bovi macella' ar macello;

io cercherò imparar la tua dottrina

ma mi dei voler ben quale un fratello,

perché a chi sta 'n campagna se vicino

non stai, tu mori 'om sa 'r Conte Ugolino.

Quando varca il suo lustro il tuo bambino,

per purgargli l'ingegno e la parola

non nutrirlo di solo pane e vino,

anzi per carità mandalo a scuola,

può crescere erudito cittadino;

tel dissi, la cultura si erge e vola,

chi vive sol di pane e di ignoranza

più di bestia che d'uomo ha somiglianza.

Mi parve or ora ti diceo abbastanza,

oggi la scuola, è vero, anche è obbligata,

pria di rinchiudere il bimbo inella stanza

la sua borsa dev'esse' equipaggiata;

fallo anche te, mantieni un po' l'usanza,

una fetta arrostita, un po' imburrata;

se dell'esame, poi, se ci ha la prova,

dagli pane imbottito e dagli l'ova.

Quante bellezze al mondo oggi si trova!

Se p'r esempio al di là dell'oceàno

un oratore per parlar si trova,

pòi sentirlo di qua se parla piano;

verso gli altri pianeti avvien che muova

questa scoperta, non si studia invano:

è lo studio che dà maggior fortuna,

raggiungeremo il regno della luna.

Cerca le tue scoperte ad una ad una

ed io conuollo che ti dai da fare,

prendi i raggi del sol, vai nella luna,

ma ancor non camperai senza mangiare;

finché il colono c'è gli è una fortuna

e co' il colono, sai, non ti arrabbiare,

perché ora che sei pieno infino al gozzo

frusti la mano 'e t'ha dato il tozzo.

Pietra siei tu che cascherai nel pozzo

se la città non ti darà sostegno!

Sai che questi concetti non li strozzo,

d'ogni arnese necèssita il disegno;

altro che pane, altro che darci il tozzo,

la scuola è quella che erudisce il regno:

un popol senza studio è inell'errore,

è come un gregge che non ha pastore.

Senza alimenti perderai il vigore!

Ci son tanti studiosi che la vita

passano tutta, è ver, sembra stupore,

per aver la scoperta e la più ambita;

e chi è nei campi che versa il sudore

la qualifica sua gli è ormai sparita:

dice il colon ti sembra 'e viva invano

perché al mercato ci si trova il grano.

L'uomo che ha solo i calli nella mano

mai non si avverte la stagion contraria,

ma lo studioso veramente sano

anche, vedi, ha trovato l'arte agraria:

t'insegna come seminarlo il grano,

quante sostanze ti trovò nell'aria!

Ma via, lo studio, infine, non lo vedi,

è proprio quello che ti drizza i piedi.

Ma fra le tue scoperte, non ti avvedi,

sulla base di rame tu ci hai data

una polvere, e bada che sui piedi

o sulle mani non ti sia cascata:

all'ospedale quanti ce ne vedi,

la classe 'ontadina è rovinata,

oggi tutto è un concime artificiale,

'nvece del bene ci fate der male.

Dimmi p'r esempio come, un tempo, e quale

vantaggio avevi senza l'istruzione,

anche il raccolto ritiravi male

e il grano lo battevi co' il bastone;

or per mezzo di un uso artificiale

ti si è messa una macchina in funzione,

e adesso le faccende del podere

può farle il contadino da sedere.

E se da questo lato ebbi un piacere

(seminatrice abbiamo, abbiam trattori

e in pochi giorni sistemai il podere),

questo è a vantaggio degli agricoltori:

segnano cifre 'e fan dispiacere

e da tutte le parti e' sortan fòri,

la scienza è bella e è bene 'e s'impari

ma col padrone non si fa più pari.

È ben se spendi bene i tuoi danari.

Mangia la lepre co' il fagiano e il tordo.

Non restar tra i maiali e tra i somari.

Cerca coi contadin stacci d'accordo.

Cerca d'aver pensieri un po' più chiari

Della crisi del pane avrai un ricordo.

Al cittadino non lanciar la sfida

perché quello ha le redini che guida.