I
Non può che 'n savio vera amistà cadere,
e savio consentiamo esser beato;
beato ha in sé perfetto, congregato
stato di tutto ben che può capere.
E se in sé di sé in suo volere
può contentar sé, fuor di sé a suo stato
agiugnere apetisce non beato;
ma' per servo Fortuna il può tenere.
A ben viver di sé contento il dico;
amico vuol, per non essere sciolto
da virtù d'amistà caritativa.
Non per trar beneficio elegge amico,
ma, altrui dando, in sé stima ricolto:
così vera amistà virtù cultiva.