I
De la mia calda età l' ardente voglia,
Che 'n giovenil desio già fervid' arse,
E fuor le fiamme vaneggiando sparse,
Tepido homai pensier canuto accoglia;
Ahi dal pianto non speri, e da la doglia
Gloria, né pregi hor de' su' errori ornarse,
Ma procuri pentita in sé ritrarse,
E vergognosa a gli occhi altrui si toglia;
Chiuda pietoso in parte ima, e profonda,
E fra i secreti suoi silentio amico
L' alto principio di mie colpe asconda;
I miei danni presenti, e 'l fallo antico
Oblio compensi, e la memoria immonda
Spenga doglioso il cor, se non pudico.