I
Perché l’età che verrà dopo ancora
sappia quanto sia grande il favor vostro,
e perché tenga a vile e gemme ed ostro
chi v’ama, chi vi segue e chi v’honora,
eterne dee, che del sepolcro huom fora
trahete con valor di vivo inchiostro,
fate che mova al mondo il pianger nostro
meraviglia e pietà più d’hora in hora.
Già può stile per sé chiaro e maturo
gli anni schernir, che, quanto più s’ingegna
il tempo darlo a morte, e’ più s’avviva.
Far che negletto nome in tutto oscuro
ne l’altrui bocche e ne le carte viva,
questa fia, Muse, opra di voi ben degna.