I
Io dormo in sul caval di messer Corso,
e come i micci mangio in sul legnaccio,
perch'io non ho pur ch'un sol canavaccio,
che par da' corbacchion beccato e morso.
E non è marinaio per forza in corso,
né scalzo in selva fante di procaccio
che gusti il mezzo afanno o 'l mezzo impaccio,
ch'i' ho tribolando, s'io non son soccorso.
Seguemi Fallalbacchio e Chimentone,
che par che l'alma fuor del corpo m'eschi,
quand'io gli veggo drieto a un cantone;
e per coda hanno Fiamminghi e Tedeschi,
Ungari, Francïosi e alcun Schiavone,
stando in agguato con atti cagneschi.
O Iddio, di me t'increschi,
da poi che non ci è uom che 'ntenda o creda
quant'egli è stran di tai l'essere in preda!