I
Poi che superbia ti vince e sbalestra
contro a chi dietro vien sempre pregando,
udir non vuoi, ma fuggi e, disdegnando,
tu sì ten vai con la cera alpestra.
Non fu mai fiera sì indomita e silvestra,
ogni selvaggio uccel si vien conciando,
e tu del tuo error t'avedrai quando
a Lucifer sedrai dalla man destra.
Non creder tu che giovinile etate
sempre mai basti, ma, come vedi, vola:
pià forte va ch'uccel battendo l'ale.
Superbia non si prezza, ma umiltate;
deh, fa' che 'ntenda ciascuna parola,
ché 'l pentersi al da sezzo nulla vale.