I
Voi ch'auribus arrectis auscultate
in lingua etrusca il fremito e il rumore
de' miei sospiri pieni di stupore
forse d'intemperantia m'accusate.
Se vedeste l'eximia alta beltate
de l'acerbo lanista del mio core
non sol dareste venia al nostro errore,
ma di me havreste, ut aequum est, pietate.
Hei mihi, io veggio bene apertamente
ch'a la mia dignità non si conviene
perditamente amare, et n'erubesco;
ma la beltà antedicta mi ritiene
con tal violentia che continuamente
opto uscir di prigion, et mai non esco.