I
Paolo Pastor de l'human gregge, in terra
verace Dio, mentre con giusto impero
l'huom scioglie e lega et apre il Cielo e serra,
scelse duo grandi heroi, perché dal vero
riconosciuto il falso, in fuggir questo
e quel seguir, mostrassero il sentiero.
Quei dunque inchino, e fuori manifesto
scopro in parte il piacer, che dentro a l'alma
serbo rinchiuso, e che a cantar m' ha desto.
Iddio qua giù sotto corporea salma
mandò il figliuol, che sopra il Monte in Croce
riportò di Sathan triompho e palma.
Questo la Fama con celeste voce
dal tepid'Austro al freddo Borea sparse,
da i liti Eoi fin dove il Tago ha foce,
tal che ciascun d'amor dentro al cor' arse
per l'immensa bontà del Padre eterno.
Quinci l'antico error da noi disparse,
quinci a noi chiuso fu il tartareo inferno
e il Ciel subito aperto, e quinci intenti
gli huomini a Christo hebber la morte a scherno.
Ma il gran nemico de l'humane genti
di Pietro assalse poi la navicella,
con rie tempeste e con rabbiosi venti.
Tal che agitata e in questa parte e in quella
restò ne l'onde d'heresia più volte
quasi sommersa per crudel procella.
Ecco Arrio, ecco Pelagio, ecco le stolte
turbe e malvagie de gli erranti c'hanno
le vele a stran camin sempre rivolte.
Perché da l'Infernale empio tiranno
fatti eran ciechi, e Dio scorgean col senso,
come le cose naturai si fanno.
Né si accorgean che di quel raro immenso
divin lume eran privi e che a la fede
non havean l'occhio de lo spirto intenso.
Ma il vero Iddio, ch'ove il bisogna vede
non mancò mai d'aiuto a la sua Chiesa,
e che la tenne e terrà sempre in piede,
mandò una schiera eletta in sua difesa
d'antichi Padri santi, che la mente
havean di spirto e di fervore accesa,
da cui furo le fiamme in tutto spente
de le false dottrine e l'heresie
che il vero ascoso al mondo havean sovente.
Ma Sathan, che mill'arti e mille vie
ritrova ogni hor, sì come Dio permette,
per ingannar le giuste menti e pie,
mandò Luthero e l'altre inique sette
seguaci suoi, che di Christo han la sposa
traffitta con pungenti aspre saette,
benché sicura homai quella si posa
sotto il vessillo d'un Monarca santo
per cui spera tornar lieta e gioiosa.
Questi è quel Paulo c'ha le chiavi e il manto
di Pietro e che tra gli altri suoi maggiori
porta di giusto e di prudente il vanto,
e che per trar del mondo i gravi errori
di cui Luthero fu cagione e seme,
che l'Aspe nascondea tra l'herba e i fiori,
questi due grandi heroi scelse, che insieme
d'ogni vera virtù son vivo fonte
e del timido gregge intera speme.
L'un da la Croce il nome hebbe e dal Monte
l'altro, sopra cui Dio la fede nostra
fondò per scancellar l'offese e l'onte.
O fida e rara coppia, in cui si mostra
quel che seguir debbiam quel che fuggire
sol con l'essempio de la vita vostra.
Come alhor c'hebbe morte il figlio, l'ire
contra di noi fur del gran Padre estinte,
e che il mostro Infernal perdeo l'ardire,
così fian l'alme in mille nodi avvinte
per voi libere e sciolte e poste in bando
religioni false e bontà finte:
e il mostro Boreal che lusingando
l'huom, più che al ben sempre inclinato al male,
seco a l'Inferno credea trarlo errando,
da voi percosso con celeste strale
fia polve et ombra in breve, e la dottrina
che voi spargete eterna et immortale.
Se a contrastar si havrà con la divina
scrittura antica e col Vangelo in mano,
parmi aperta veder la lor ruina,
o se con l'armi anchor fia in tutto vano
ogni lor forza, e quante frode e inganni
può caper mente od intelletto humano.
Che di Marcello havranno, e di Giovanni
l'intoppo, i quai vittoriosi al Cielo
spiegaran poi de la lor gloria i vanni.
Tra gli eletti scrittor de l'evangelo
Giovanni è primo, e con terrestre soma
stassi anchor dove non è caldo o gielo;
l'altro fu il primo che die' speme a Roma
di potere ammorzar di Libia il foco,
ch'arsa in gran parte havea l'Italia e doma.
Deh, Clio dentro al mio petto infondi un poco
del tuo fervor, rendi polito e chiaro
lo stil ch'è rozzo al gran soggetto e roco,
perch'io non sia nel render gratie avaro
a questi heroi cui debbiam tanto anchora
che alzar nol possa del gran merto al paro.
Coppia fedel voi d'ogni'ntorno honora
non pur devoto il nostro Rhen ma quanti
son da l'Hesperia a la nascente Aurora.
Se preghi humani a romper son bastanti
il duro Fato, o se il divin Monarca
volse mai gli occhi de' mortali a i pianti,
preghiam Lachesi e Cloto e l'altra Parca,
figlie del gran Chaos, come ne invita
di speme e di desio l'anima carca,
che l'usata impietà da lor sbandita
non tronchin mai lo stame d'or, che serba
l'uno e l'altro di voi felice in vita.
Ma che la Morte a gli altri empia e superba
a voi sia humile e pia, sempre a voi spiri
Zephiro e chiaro il Sol, fiorita l'herba
veggendo, adempia il Ciel d'ambo i desiri.