I

By Francesco Bolognetti

Paolo Pastor de l'human gregge, in terra

verace Dio, mentre con giusto impero

l'huom scioglie e lega et apre il Cielo e serra,

scelse duo grandi heroi, perché dal vero

riconosciuto il falso, in fuggir questo

e quel seguir, mostrassero il sentiero.

Quei dunque inchino, e fuori manifesto

scopro in parte il piacer, che dentro a l'alma

serbo rinchiuso, e che a cantar m' ha desto.

Iddio qua giù sotto corporea salma

mandò il figliuol, che sopra il Monte in Croce

riportò di Sathan triompho e palma.

Questo la Fama con celeste voce

dal tepid'Austro al freddo Borea sparse,

da i liti Eoi fin dove il Tago ha foce,

tal che ciascun d'amor dentro al cor' arse

per l'immensa bontà del Padre eterno.

Quinci l'antico error da noi disparse,

quinci a noi chiuso fu il tartareo inferno

e il Ciel subito aperto, e quinci intenti

gli huomini a Christo hebber la morte a scherno.

Ma il gran nemico de l'humane genti

di Pietro assalse poi la navicella,

con rie tempeste e con rabbiosi venti.

Tal che agitata e in questa parte e in quella

restò ne l'onde d'heresia più volte

quasi sommersa per crudel procella.

Ecco Arrio, ecco Pelagio, ecco le stolte

turbe e malvagie de gli erranti c'hanno

le vele a stran camin sempre rivolte.

Perché da l'Infernale empio tiranno

fatti eran ciechi, e Dio scorgean col senso,

come le cose naturai si fanno.

Né si accorgean che di quel raro immenso

divin lume eran privi e che a la fede

non havean l'occhio de lo spirto intenso.

Ma il vero Iddio, ch'ove il bisogna vede

non mancò mai d'aiuto a la sua Chiesa,

e che la tenne e terrà sempre in piede,

mandò una schiera eletta in sua difesa

d'antichi Padri santi, che la mente

havean di spirto e di fervore accesa,

da cui furo le fiamme in tutto spente

de le false dottrine e l'heresie

che il vero ascoso al mondo havean sovente.

Ma Sathan, che mill'arti e mille vie

ritrova ogni hor, sì come Dio permette,

per ingannar le giuste menti e pie,

mandò Luthero e l'altre inique sette

seguaci suoi, che di Christo han la sposa

traffitta con pungenti aspre saette,

benché sicura homai quella si posa

sotto il vessillo d'un Monarca santo

per cui spera tornar lieta e gioiosa.

Questi è quel Paulo c'ha le chiavi e il manto

di Pietro e che tra gli altri suoi maggiori

porta di giusto e di prudente il vanto,

e che per trar del mondo i gravi errori

di cui Luthero fu cagione e seme,

che l'Aspe nascondea tra l'herba e i fiori,

questi due grandi heroi scelse, che insieme

d'ogni vera virtù son vivo fonte

e del timido gregge intera speme.

L'un da la Croce il nome hebbe e dal Monte

l'altro, sopra cui Dio la fede nostra

fondò per scancellar l'offese e l'onte.

O fida e rara coppia, in cui si mostra

quel che seguir debbiam quel che fuggire

sol con l'essempio de la vita vostra.

Come alhor c'hebbe morte il figlio, l'ire

contra di noi fur del gran Padre estinte,

e che il mostro Infernal perdeo l'ardire,

così fian l'alme in mille nodi avvinte

per voi libere e sciolte e poste in bando

religioni false e bontà finte:

e il mostro Boreal che lusingando

l'huom, più che al ben sempre inclinato al male,

seco a l'Inferno credea trarlo errando,

da voi percosso con celeste strale

fia polve et ombra in breve, e la dottrina

che voi spargete eterna et immortale.

Se a contrastar si havrà con la divina

scrittura antica e col Vangelo in mano,

parmi aperta veder la lor ruina,

o se con l'armi anchor fia in tutto vano

ogni lor forza, e quante frode e inganni

può caper mente od intelletto humano.

Che di Marcello havranno, e di Giovanni

l'intoppo, i quai vittoriosi al Cielo

spiegaran poi de la lor gloria i vanni.

Tra gli eletti scrittor de l'evangelo

Giovanni è primo, e con terrestre soma

stassi anchor dove non è caldo o gielo;

l'altro fu il primo che die' speme a Roma

di potere ammorzar di Libia il foco,

ch'arsa in gran parte havea l'Italia e doma.

Deh, Clio dentro al mio petto infondi un poco

del tuo fervor, rendi polito e chiaro

lo stil ch'è rozzo al gran soggetto e roco,

perch'io non sia nel render gratie avaro

a questi heroi cui debbiam tanto anchora

che alzar nol possa del gran merto al paro.

Coppia fedel voi d'ogni'ntorno honora

non pur devoto il nostro Rhen ma quanti

son da l'Hesperia a la nascente Aurora.

Se preghi humani a romper son bastanti

il duro Fato, o se il divin Monarca

volse mai gli occhi de' mortali a i pianti,

preghiam Lachesi e Cloto e l'altra Parca,

figlie del gran Chaos, come ne invita

di speme e di desio l'anima carca,

che l'usata impietà da lor sbandita

non tronchin mai lo stame d'or, che serba

l'uno e l'altro di voi felice in vita.

Ma che la Morte a gli altri empia e superba

a voi sia humile e pia, sempre a voi spiri

Zephiro e chiaro il Sol, fiorita l'herba

veggendo, adempia il Ciel d'ambo i desiri.