I

By Franco Sacchetti

O quanto è somma la biltà che regna

in quella che, pensando,

per lei moro amando,

sanza aver pace, il dì più e più volte!

Coste' ben ha di gentilezze insegna,

leggiadria menando,

in ogni loco stando

con tutte parti d'onestà racolte.

Il viso e l'aureate chiome sciolte

mi mostran tanta luce agli occhi mei,

ch'ognor, veggendo lei,

ringrazio e lodo la divin esenza,

che sì bel frutto diede a te, Fiorenza:

però che in te dimora la colonna

di luce adorna e chiara;

sì che per questo cara

terra, fra l'altre, se', che 'l mondo chiuda,

per la gentile e valorosa donna,

dove ogni ben s'apara,

per che la vita amara

non sente chi per amor di lei suda.

Nulla matera in questa nasce cruda,

ma d'agnol ha sembianza, e porta vanto

col suo soave canto,

il qual, quand'entra ne' bramosi orecchi,

mi dona amor con più lucenti specchi.

Ha 'n sé costei più senno e più vertute

che Iulia non avea,

quando di Iulio crescea

donna e figliuola, e di Pompeo moglie;

ed è in valor più degna di salute

che quella, contro Enea

per Turno combattea,

ben ch'ella avesse po' di morte doglie;

e quella che portò l'oneste voglie,

Lucrezia, ancora non fu pari a questa

in ogni membro e vesta,

avendo castità più che d'Ulisse

non ebbe Penelopè mentre che visse.

I' porto openion che e' non nacque

cotal figlia di Leda;

né di Forco niun creda

nascesse Medus con più bionde trecce;

e so ben veramente che e' piacque

a Venus far sua reda

costei, sì che conceda

agli affannati di suo arco frecce.

Non val ingegno, arte né fortezze,

quand'ella vuol, né truova cosa dura;

non mi val armadura,

né vo' che vaglia, né credo ch'avesse

Ercole possa che si difendesse.

Canzon, deh, vanne per ritto camino

a questa donna, e sforza sì tuo ingegno,

ch'ella ti tenga pegno,

tanto ch'alquanto in te sua mente pogna;

po' umilmente dì che ti ripogna.