I

By Galeazzo Di Tarsia

Non perché chiaro in queste parti e 'n quelle

Passi 'l mio nome a le future genti

Rivolsi il corso con piè tardi e lenti

A i vostri sacri poggi, alme sorelle.

Sperai, adorno sì di verdi e belle

Frondi, piacere a due begli occhi ardenti,

E piangendo il suo viso e i miei tormenti

Sfogar il mal che vien da ferme stelle.

Ma che pro? Veggio omai che nulla valme:

Sordo aspe chiamo, e 'l duol, fatto immortale,

Non sostien che d'amor altri m'affidi.

Vergini, e tu che a lor Febo mi guidi,

Di lode no, ma di mia vita calme:

Ecco lo stile se a pietà non vale.