II (171)
Tale al partir di quel gran lume altero,
Ch'a me d'inclita gloria il calle aprio,
Dentro dubbio, nascoso, ermo sentiero
Ecco che vado a traviarmi anch'io.
Né veder so come al cammin primiero
D'onor vero io più volga il passo mio,
Poiché l'armi, cui invan riparo io spero,
Già volge incontro a me nemico obblio;
Per cui rimango, e dentro alta e profonda
Ombra mortal chi per me l'aere aggiorni
Chieggio, ma non vegg'io chi a me risponda,
Giacché agli usati suoi dolci soggiorni
Più non fia che si desti aura seconda
A nunziar che per me il dì ritorni;