II (70)
Ov'è? Non già l'incognita riviera
Tentar dée per trovarlo inutil arte,
Né d'uopo v'è che in più sublime sfera
Sogno l'offra al pensier di folli carte.
Quanto, da quel che al primo tempo egli era,
Or vario è il Mondo! Allor Saturno e Marte,
Di Cristo al folgorar l'alta bandiera,
Pianser lor glorie dissipate e sparte,
E pianse il Vizio che a Virtù soggiacque;
Ma, a regnar poi tornando, egli tal volto
Al Mondo diè che un altro Mondo apparse.
Or questo è il Mondo che per te sen giacque,
Saggio Signor, poiché dintorno l'arse
Quel divin fuoco c'hai nel seno accolto.