II (80)
Men vado a morte, e di quel colpo orrendo,
Ch'altri tanto paventa, io sol mi rido,
Che, a nuova vita ed immortal salendo,
Questa breve e mortal sprezzo e derido.
Deh, pietoso mio Dio, fa' che il tremendo
Punto mi trovi a te divoto e fido,
Onde tra' cari tuoi viva godendo,
Come in te solo e nulla in me confido.
Così il mio fin sarà principio, e questa
Misera vita al paragon di quella
Distinguerò per agonia funesta.
Ma ben pensi e ben scrivi, Alma rubella,
E poi mal opri. Ah no, piangi, e t'appresta
Per quel gran punto immaculata e bella.