II. PARAFRASI DELLA ASPIRAZIONE DI GIACOBBE MORIBONDO.
Nasci, eterno immortal figlio di lui
Che scrisse in cor d'ognun che vive al mondo
L'arcano senno de' consigli sui
E libra in aria della terra il pondo.
Teco il poter de' crudi regni e bui
Combatte invano; chè il colubro immondo
Fia vinto, e chiuse ne' trionfi tui
Le ingorde fauci del tartareo fondo.
Io non vedrò quel che vedranno allora
Le tarde età; poichè m'attende Abramo
Fra le ceneri avite a far dimora.
Ma giusto è ben, di quel ch'io credo e bramo
Che anch'io m'allegri e mostri altrui fin d'ora
Nel germe mio questo novello Adamo.