II
Laura gentil, che nel divin pensiero
sempre albergaste la pi` bella idea
per che reggere il mondo si dovea
dal soperno valor del vostro impero,
già gran tempo il mio cor puro e sincero
brama adorarvi qual celeste dea,
che sgombrò d'ogni pena acerba e rea.
In mirar voi ben fia lieto e altiero
ma, perché sì divin, sì chiaro obietto
esser non può ch'ad abbagliar non vegna
non pur occhio mortal ma l'intelletto,
non ardisce venir, benché disegna
gioirlo eternamente, onde interdetto
gli è il passo ch'a vert` la strada insegna.