II
Se' tu dunque arrivato in Broceglianda
nel caffè de li Servi, o nel divino
pian della Zena, al garrulo Alberino
dove regna, conversa in rana, Urganda?
Tra gli alberi ogni macero tramanda
un odore d'assai dolce bottino,
quasi che, per incanto o per destino,
il gracchiare in profumo si rispanda.
Nel caffè 'l mago lento al ritmo cede
de' tuoi versi: egli ha i baffi agili in arco,
cupo geme, ed il pio sigaro aspira.
A quando a quando batte arguto il piede
e fa strano del capo a' diti incarco:
poi trae di tasca una lunata lira:
chiama il servo e sospira;
ma se i tre soldi metti fuori tu
tesse una danza di caldea virtù.