II
Eran le Muse intorno al cantar mio
il dì che Amor, tessendo il bel lavoro,
si stava meco sotto un verde alloro,
quando così fra lor cominciai io:
— Io benedico il primo alto desio
che a cercar mi costrinse il vostro coro,
e benedico il dì che gemme et oro
et ogni vil pensier posi in oblio.
Per voi, seme gentil del sommo Giove,
e per costui che fu mia scorta e duce,
scrivendo or qui, sento il mio nome altrove.
Oh suprema eccellenzia, in cui riluce
quanto ben da le stelle e grazia piove,
se vivi e morti in ciel ne riconduce! —