II.
Se 'l Moro, che domò l'Alpe, e 'l romano
Imperio afflisse, e l'avea quasi estinto,
Tra le delizie, onde fu preso e vinto,
GIULIA, su 'l nostro almo terren campano,
Veduta avesse voi, ferro africano
Di latin sangue non avria più tinto,
Ch'innanzi a voi s'avria la spada scinto,
E 'l fren de' suoi pensier postovi in mano.
E se dato v'avesse Nola albergo,
Quando ebbe di sua fuga il primo onore,
Com'or, che fa di voi tante alme ir vaghe,
Volto avria il petto, dove volse il tergo;
Bramoso di portar in mezzo al core
De le belle man vostre, eterne piaghe.