II
Se mai sarà chi queste rime prenda
mosso dal suon d' i caldi lor sospiri,
pietoso pensi a gli aspri miei martiri
e, quanto può, d'amar il cor difenda.
Di me si faccia specchio e non attenda
di duo begli occhi a sì fallaci giri,
che forza poi sarà che 'n van sospiri
il folle error, che mal al fin s'ammenda.
Al ciel si volga mentre in libertate
l'alma si trova e 'l tempo in miglior studi,
con più lodati inchiostri, al fin consumi.
I' che lunga stagion i regni crudi
seguì' d'Amor, trovai ch'in ogni etate
il cor si pasce sol di sogni e fumi.