II

By Matteo Maria Boiardo

Veggio il mio error, pur il comun inganno

Sieguo, e stimo il mio fallo assai minore,

Ché errar con la più parte è manco errore

Che sol salvarsi, in un publico danno.

Gli omini veggio, che ingannando vanno

Lor stessi, in farsi tal'or tor l'onore

Onde per far l'inganno ancor magiore

Questo gioco ho composto e i' stesso il danno.

Perché altro non è lui, che sproni, anci ale,

Che il tempo, tanto prezioso e caro,

Via manda, come corda d'arco un strale.

Ma poi che a traer quel non è riparo,

E il fuggir tedio è instincto naturale,

Scusomi anch'io si da natura imparo.