II
Ave, pastor della tua santa madre
e cattolico tempio al nostro mondo,
ave, suppremo a noi pastore e padre,
ave, di Pietro successor giocondo,
unico, singular, sanza simìle
apostolico ver padre fecondo,
grande di dignità, di mente umìle,
padre, e non genitor, di tanti figli
quanti son quei del gesuano ovile!
Tu non se' pur pe' moderni consigli
ma per divina providenzia eletto,
dalla qual la possanza e 'l nome pigli.
O padre, quanto spiritual diletto
considerando te, quanta letizia
si de' trovar nel tuo santo concetto!
In te misericordia, in te giustizia,
a te è aperta l'una e l'altra via:
punire e perdonar nostra malizia.
O grande, inistimabil signoria!
Di sopra è dato quanto in terra dai:
adunque il cielo e 'l mondo è in tua balìa.
Chi serve Dio non se ne pente mai
e chi invece di lui ti serve in terra
tenga fermo il disio, c'ha fatto assai.
Fra Dio e 'l peccatore ogni gran guerra,
pur che ti piaccia, si converte in pace;
così chi serve te, padre, non erra.
La superna bontà, quando ti piace
benignamente a noi perdonar, prieghi
a trarre il peccator di contumace.
Divin precetti son tutti i tuo prieghi,
sempre sta Dio al tuo voler parato:
chi sciogli è sciolto e legato è chi leghi.
Tu se' l'asperges me d'ogni peccato,
tu non dai solamente il ben terreno:
chi ricorre a' tuoi piè sarà salvato.
Padre, di tanta preminenza èi pieno
che se' tu solo e puoi dar quello a tutti,
che tutti gli altri a te dar non potrièno.
Alla sant'ombra tua si son ridutti
i bon fedel, ch'eran fuor del camino,
nel scismatico tempio al mal condutti;
el dì preclar del confessor Martino
si ricreò l'apostolica corte:
quel santo dì pigliasti il gran domino.
Tu se' quella colonna giusta e forte,
candida, sanza macula, sincera,
che puoi al peccator dar vita e morte.
A te si può ben dir colonna vera,
fortezza, firmamento e dirittura,
sostegno di chi grazia in Cristo spera.
O mirabil potenza alta e sicura,
qual maraviglia a dir che 'l Creatore
faccia la voglia della creatura!
Quest'è detto a te, padre e signore;
quel che tu vuoi di noi quel vuole Iddio,
tanto t'è dato in cielo e 'n terra onore.
Tu se' vero avversario d'ogni rio,
de' buoni albergo, refugio e conforto
robusto, ove bisogna, e giusto e pio;
tu fai ch'ogni foresta pare un orto
e le spilonche hai fatte ad oratorî:
ragion trïunfa, abbattendo ogni torto.
I venenosi spin son fatti fiori,
nascosi i ladri, abbattuti i superbi,
che nol fêr pria a te gli altri pastori.
Ove sono i crudeli animi acerbi?
Tu gli ha' sì da lunge dilungati
ch'a lor dai notte e per te il giorno serbi.
Beato se' fra tutti gli altri nati.
Parliamo un poco de' preteriti anni,
quando venien per grazia e battezzati.
Per temenza de' furti e degl'inganni
si facien forti nel terren romano
a cento, a mille, per fuggir lor danni,
con buone scorte e con armata mano.
Or chi vorria mal far se ne coruccia
o fugge mille miglia da lontano.
E se ci viene una vil feminuccia
dovunque si fa notte si riposa
e porta per ispada una cannuccia.
Come trovasti la tua santa sposa
quasi scura, usurpata e poverella!
E tu l'hai fatta diva e luminosa.
Padre, a' giudizî tuoi non si sapella;
beato è quel che 'n tua grazia si trova:
tu se' ver possessor d'ogni favella,
armario della legge vecchia e nuova,
e se 'l giudeo e 'l pagan non han fede
a dir che non sien tuoi nessun si mova.
Tu possiedi chi crede e chi non crede
Iddio in carne, e quei son in errore
per incredulità prendon mercede.
E terrò fermo come torre el core,
ché si parte dal ver chiunque vuol dire
che tu non sia d'ogni anima signore.
E tengo fé che, essendo per morire
un giudeo, un pagan, ch'ognuno aspetta
giungere a quel che non si può fuggire,
redur volendo l'anima mal retta
ch'ella si salveria se tu dicessi:
»Va', che da Dio e me sia benedetta«.
Né credo ch'altramenti esser potessi,
e, se mi fusse ragion domandata,
eccola qui, chi contradir volessi:
temporal puoi di potenzia ordinata,
spiritual di potenzia assoluta,
padre, tanta balìa dal ciel t'è data.
Non è né minuita né cresciuta
l'autorità ch'a Pier fu posta in mano,
perché infinitamente è conceduta.
Se 'l pregar di Grigor salvò Traiano,
leggendo la sua vita virtüosa,
che si tiene esser salvo, e fu pagano,
a te è piccolina ogni gran cosa:
tu tien le chiavi de l'eternal vita,
quel che per te si vuol negar non s'osa.
Come la santa tua parola uscita
alle divine orecchie s'apresenta,
è sanz'altra eccezion da Dio essaudita.
El ciel della tua voglia si contenta,
l'anima apresso nel tuo arbitrio posta;
chi vuol ben amar lui del tuo amor senta.
Quella che tanto vale e non ti costa,
cioè misericordia e perdonanza,
porgine, padre, a l'alma ben disposta,
la quale, avendo in te ferma speranza,
può dir d'averla in Dio, per quello effetto
che 'n te riluce della sua possanza.
Ma 'l nostro basso e fragile intelletto,
per non vederne più, più non ci pensa:
quest'è da reputar nostro difetto.
Tu se' il ministro per cui si dispensa
quello angelico pan, che l'alma civa
di maggior frutto e di più grazia immensa,
che vero spera in eterno esser viva,
se questo prende e fedelmente crede
l'attiva vita e la contemplativa.
Padre, chi a te s'aumilia e perdon chiede,
remessa ogni follia, tanto sie prava,
se tua clemenza el perdonar concede,
ogni criminal peso in noi disgrava.
Adunque, padre, la tua man beata
per grazia ostendi e le mie colpe lava.
Quella mi da' ch'è tanto disïata
poi che se' in terra in persona di Dio,
sendo uomo e, come noi, cosa formata.
Sol fammi croce, padre e signor mio,
e sarò apresso a Dio fra gli altri suoi,
bench'i' sia peccator misero e rio,
poi che nel grado se' che far lo puoi.
Per la tua santità giusta e famosa
Dio ti diè grazia salvar te e' tuoi.
Amen e così sia come 'l dir chiosa.