II

By Sinibaldino Donati

Le crude querce per piatà io faccio

piangere e i duri sassi sospirare,

e tutte valli io sento tormentare,

circustanti alle mura dov'io giaccio.

Pe' duri afanni c'ho, io mi disfaccio,

tal che non può lungamente durare

nel miser corpo l'alma, né più stare

in questo caldo foco e 'n freddo ghiaccio.

Poi le 'nsensibil cose hanno piatade

del mio grieve tormento e duro pianto,

tu, che corona porti di biltade,

com'esser può che, veggendomi afranto,

non ti venga di me qualche piatade,

ché sai ch'io t'amo sopra ogni altra tanto?