II

By Tommaso Benci

Mosso da gentil fiamma, in che sta il core,

e da speranza, pur trema ogni nervo,

parendomi esser vile e 'nnutil servo,

amando donna di sì gran valore.

E pur fidato in quel divo splendore,

che mostran gli occhi, pel quale i' conservo

più dolcemente il mio istato protervo,

spero esser servo di lei come d'Amore.

E se son ver testimon del cor gli occhi,

a Amore e lei dunque suo servo sono:

restami or sol ch'ella sapia ch'io sia.

Ma se non sono, onde aspetto perdono?

Da lei no! Forse che aversa mi fia

Antropos prima che 'l filo sconocchi.