II
Mosso da gentil fiamma, in che sta il core,
e da speranza, pur trema ogni nervo,
parendomi esser vile e 'nnutil servo,
amando donna di sì gran valore.
E pur fidato in quel divo splendore,
che mostran gli occhi, pel quale i' conservo
più dolcemente il mio istato protervo,
spero esser servo di lei come d'Amore.
E se son ver testimon del cor gli occhi,
a Amore e lei dunque suo servo sono:
restami or sol ch'ella sapia ch'io sia.
Ma se non sono, onde aspetto perdono?
Da lei no! Forse che aversa mi fia
Antropos prima che 'l filo sconocchi.