II
Ferravecchi, rami vecchi,
èvvi scarpe o cenci vecchi?
Donne, se pel vostro foco
vo’ volessi zolfanegli,
no’ n’abbian e coston poco;
e’ son grandi e grossi e begli,
zolfo assai e buon fastegli,
ardon me’ verdi che secchi.
Fatevi portar de’ polli,
ché ’l carnoval ne vien tosto;
se le penne non son molli,
comperrénle giusto costo:
son bon lessi e meglio arrosto
quando al buio ben gl’imbecchi.
Chi cenci ha, vadi per essi;
vuolsi dare a’ nostri pari;
non si vuol turarne fessi,
donne, che son troppi cari:
gli è pur me’ toccar danari
e turargli co’ capecchi.
No’ abbiam dommaschin veri
che vendiam se’ danar l’una;
refi bianchi, rossi e neri,
ch’entron ben per ogni cruna:
non ne pruova ma’ nessuna
che non ne vogli poi parecchi.
Barattiàn vetri a spilletti,
donne, molto volentieri;
s’i bicchier non son perfetti,
che si rompon di leggieri,
date tazze e non bicchieri,
donne, a’ vostri apparecchi.