II

By Antonio di Meglio

Regna dentro al mio cor per una donna

Amor con tal potenza

ch'io non posso a' suoi colpi far difesa,

ché chi fu per vendetta d'Ansïonna

tolta a Menelao, senza

immaginar la gran futura impresa,

non fu di tal beltà, quale è compresa

questa vaga, gentile,

accorta, onesta e umìle,

graziosa, benigna, onorata e pia.

Qual alto stil, qual nuova fantasia

negli uman troverebbesi simìle

al trattar degne lode di costei,

che 'l mondo adorna e tien lieti gli dei?

Entran li razzi suoi per quei di Febo

e falli sottoposti

a sé, come quei fanno delle stelle.

Né più delle sorelle — a Deifebo

sì parle ove s'accosti

questa, che toglie fama all'altre belle.

De gli occhi suoi si vede uscir fiammelle

e vivi spiritelli

con dardi e con quadrelli,

che Amor, come gli piace, quindi manda;

e chi come sia ver questo domanda

per pruova il saprà se va a vedelli,

ché non so cor sì duro o sì spiatato

ch'a lei mirar non vegna innamorato.

Quando riguardo alcuna volta fiso

questa fulgente luce,

dico fra me: «Che maraviglia è questa?

Or che debb'esser dunque il paradiso,

o quel che lei conduce

fra noi sì gaia, altiera, lieta, onesta?»

O divina bontà, se mortal vesta

cuopre quest'alma diva,

chi sarà che discriva

qual essa ne parrà, quando immortale

si farà il corpo coll'alma eternale

nel sommo gaudio della vita viva?

ché, essend'ella or mortal, cosa incredibile

n'appar la sua bellezza a noi visibile.

Io non so più che dir, ma te Amor priego

che quant'io l'amo e onoro

le facci manifesto e quant'io ardo,

perché, signor, a cui mie voglie spiego,

tu sai ben ch'io mi moro

per la virtù del tuo amoroso dardo.

Deh, caro mio signor, abbi riguardo

al mio servir fedele,

e non esser crudele

a me, che sotto il tuo segno mi guido!

Mettile al cuor chi già mettesti a Dido

nel grembo per Ascanio, sanza il fèle

che a lei seguì, ma di me falla umìle,

ché crudeltà non fé mai cuor gentile!

Memento mei, o canzonetta mia:

ben sai lo stato mio;

non m'obliar, se mai ti truovi in loco

dove sia quella che 'l mio cor desia.

Ma con dolce atto e pio

mi racomanda a lei, ché a poco a poco

son già consunto in amoroso foco

e al fin corro forte

della mia aspra morte,

se sol la sua pietà non mi soccorre.

Di' ch'io son suo, né mi potre' mai tôrre

da lei servir per alcun'altra sorte

ch'ell'è modesta, saggia e pellegrina,

di virtù fonte e di beltà reina.