II
O triste a noi dolenti, in quanti affanni
siam pervenute! o miseria infinita!
o dispiatata morte! o cruda vita,
perché non pon rimedio a' nostri danni?
Il tempo nostro, ne' più giovani anni
dell'età bella, dolce e più fiorita,
perduto abbiàno. O dolente partita,
manifesto veleno a' nostri inganni!
Maladetta la notte el punto e l'ora
in sempiterno sia e nostra guida,
e maladetto il nostro padre ancora,
e chi di suo consiglio mai si fida!
Omè, spada tagliente che ci accora,
forte piangiam con dolorose strida!
Omè, dove s'annida
de' nostri amanti la larga proferta,
ché sotto l'esca sta spina coperta!