II
Anton, se 'l mio intelletto medïoco
qual l'almo a petir fussi seguace,
forse la tua memoria, che or giace,
sare' da me commendata, e non poco.
Ma lo 'ngegno mio fragile e sì fioco
è che restar mi fa la man che tace,
di te scrivendo quel ch'è me' capace,
perché dov'io vorrei non se' in quel loco.
Il seguir le virtù, secondo me,
è la diritta via, mentre che noi
in questo scuro carcer dimoriamo.
Dunque, a cercalle io ne consiglio te
che tu vi metta il tempo, or che tu puoi,
per ornar te del penneïdo ramo.