II
Di nuova rima mi convien far versi.
Poi che speranza da me s'è partita
e 'l dolore pur cresce e sì m'invita,
temo di non andar fra i somersi.
Omè, Fortuna, perché ti riversi
sopra di me, che la vita ho smarrita
e la mia fede è suta mal gradita
e tutti i ben ch'i' ho fatti si son persi?
Invoco Venere alla vita angosciosa
e voi benigne stelle, che 'l ciel rotate,
tosto piatù, con tutto sia di terra;
e l'alma aflitta, che giù non ha posa,
adunque priega tua umilitate
che pace segua della mortal guerra.